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LE NOVELLE EROTICHE GRECO-ROMANE 
 
Lucio Cornelio Sisenna (120 a.C- 67 a.C.)  tradusse in latino la "Fabula Milesia", una raccolta di novelle erotiche scritte dall'autore greco Aristide di Mileto (126/90 a.C. circa). Questi racconti divennero molto popolari a Roma, tanto che lo "stile milesio" divenne in uso per indicare un racconto a tema erotico e licenzioso.  
Non ci è pervenuto nulla di queste novelle greche, ma sappiamo da vari accenni fatti da altri scrittori latini come Apuleio, che i racconti erano narrati in prima persona e all'interno della vicenda principale, venivano inserite varie storie come: "L'efebo di Pergamo" e "La matrona di Efeso". 
Molti scrittori latini presero spunto dalla "Fabula Milesia" per i loro scritti satirici-erotici, dando il via ad un genere che divenne amato almeno quanto fu odiato dai governanti a partire dal primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, il quale esiliò Ovidio per i suoi testi troppo licenziosi.  
Successivamento con l'avvento del Cristianesimo si inizierà a distruggere tutto quanto fu scritto dai "pagani" e di tale letteratura rimarrà ben poco.